L'Architettura di Terunobu Fujimori e ROJO

15 anni fa, all'improvviso, si è affacciata l'insolita espressione architettonica di Terunobu Fujimori. Colpiscono le superfici, per le quali vengono utilizzati materiali naturali, quali terra, pietra, legno, carbone, corteccia o stucco, utilizzati diffusamente e brutalmente. Per esempio, tavole tagliate a mano o bruciate applicate alle pareti, spesse tavole d'ardesia o corteccia coprono il tetto, tronchi levigati sommariamente o bruciati si ergono nelle stanze o ancora ceppi o carbone utilizzati per i soffitti.

Solitamente all'utilizzo di materie prime naturali corrisponde una forma architettonica basata su consuetudini premoderne; le opere di Fujimori rompono con la tradizione, del Giappone naturalmente, ma anche del mondo. Un'architettura in rotta con il passato, ma non modernista. Non si riferisce ad alcun luogo, non ha tempo. Per questo, è internazionale. Internazionale, e vernacolare.

Un'altra prerogativa dell'architettura di Fujimori è l'integrazione dell'elemento vegetale in architettura, a fronte del profondo legame tra questa e la natura. Di norma, allo scopo di integrare l'elemento vegetale in architettura, si ricorre al g'iardino pensile, che tuttavia è spesso, visivamente ed esteticamente, in conflitto o incongruente con l'edificio. Le Corbusier stesso, inizialmente convinto fautore del giardino pensile, probabilmente se ne discostò quando si accorse della dicotomia estetica generata da tale unione.

Come conciliare allora vegetazione e architettura senza contraddizioni estetiche? In cerca di risposta, si fanno crescere porri sul tetto, si pianta dente di leone alle pareti, siricopre l'intero tetto di un manto erboso, o si colloca simbolicamente un pino sulla sommità della casa; ma non sempre si tratta.dì soluzioni convincenti. Fujimori vuole ripensare dalla base il rapporto tra architettura e natura, attraverso l'utilizzo di materiali organici e piante, all'inseguimento di un tempo in cui l'uomo ha creato per la prima volta il prodotto artificiale detto architettura. Un'avanguardia verso il passato,e non rivolta al futuro. Oggi, nell'era delle scienze e delle tecniche, può apparire un esperimento temerario, con poche probabilità di riuscita, ma una piccola speranza è riposta nel "metodo Ledoux, che ricava la réalité de l'image dalla visione illusoria".

 

Rojo kansatsu significa osservazione della strada, percorrere vie, osservare elementi che solitamente il passante medio non nota, e collezionarne immagini. Tuttavia, ci sono dei requisiti che gli oggetti devono soddisfare: innanzitutto, vengono esclusi gli elementi comunemente considerati "belli". E ancora, non sono accettati beni commerciali e prodotti della moda, in quanto "elementi vivi", con quanto ne consegue. 

Vengono allora presi in considerazione coperchi di tombini, battenti di porte, buche per lettere dalla forma interessante, case cui modifiche e aggiunte progressive hanno conferito una forma insolita, edifici le cui facciate ricordano volti umani, scalinate che si concludono con un muro, alberi cresciuti inglobando sbarre di reclnzloni, vasi su carrozzine per neonati, scivoli mozzafiato che si esauriscono a metà, orme di gatto impresse sul cemento, e altro. Tutti elementi di cui si evidenzia la singolarità, stante nella distanza con lo scopo originario. Nel 1986 viene fondata, ed è tuttora attiva, la Società ROJO, o dell'Osservazione della Strada, intorno a cinque figure centrali, il pittore e scrittore Genpei Akasegawa, lo storico dell'architettura Terunobu Fujimori,l'Iliustratore Shinbo Minami, lo scrittore Joji Hayashl e l'editore Tetsuo Matsuda.

Akasegawa, fulcro del gruppo, era noto negli anni Sessanta per la sua attività artistica In avanguardie quali Neodada e Hi Red Center, da cui si discosta però negli anni Settanta quando, sullo sfondo di uno stallo del movimenti innovativi e di un ripensa mento sull'opera e sull'estetica prodotti Intenzionalmente, si catapulta sulla Società ROJO. Come si evince dal percorso di Akasegawa, l'osservazione della strada è un'attività visuale posteriore all'arte contemporanea.

     

Dandelion House by Terunobu Fujimori.
PHOTO COURTESY OF THE NATIONAL CULTURAL ASSOCIATIO